cura del GAMM (Gruppo Amatori Modellismo Meccanico)
La percezione del tempo e la sua misura sono legate alle mutevoli esigenze della civilizzazione umana. Clessidre, meridiane, candele graduate sono gli unici strumenti conosciuti nell’arco che va dagli antichi egizi sino al 1300 dc. Successivamente l’evoluzione delle civiltà ha richiesto di scandire le fasi del giorno e della notte con maggior precisione e la meccanica ha offerto soluzioni adeguate alle nuove esigenze. In quanto strumenti della comunità, i primi orologi erano macchine di grandi dimensioni inserite in edifici governativi – in Italia tipicamente campanili e palazzi comunali. A loro era affidata la divisione del giorno in fasi di lavoro e preghiera come dettato dal mantenimento dell’ordine sociale e della prosperità. La misura del tempo tuttavia non è destinata a rimanere bene collettivo. Il tempo del villaggio diventa il tempo della famiglia e poi il tempo dell’individuo. Le dimensioni all’inizio notevoli si riducono parallelamente al progredire delle conoscenze e delle abilità tecniche, secondo un processo non dissimile – seppur su scala temporale diversa – da quanto avvenuto nella moderna evoluzione dei computer. Gli orologi da torre, non avendo sofferto delle limitazioni di dimensioni necessarie per quelli ad uso personale, presentano caratteristiche di leggibilità e chiarezza tali da renderli strumenti ideali per renderne comprensibile il funzionamento anche a un profano, mediante esemplificazione diretta. Il Meccano, nato come giocattolo di costruzioni ai primi del ‘900, si coniuga perfettamente con tale esigenza permettendo la visualizzazione di meccanismi anche complessi ad una scala adeguata, e, al tempo stesso, funge da stimolo alla creatività dei più giovani. Ai meno giovani offre il fascino un po’ retro dei modelli e forse qualche richiamo nostalgico per un giocattolo ormai raro. La mostra organizzata dal GAMM (Gruppo Amatori Modellismo Meccanico) comprende circa 20 modelli di orologi rappresentativi di un’epoca a cavallo tra il XIII e il XX secolo. Essa intende illustrare le caratteristiche di queste macchine attraverso l’esame visivo di come le parti interagiscano per ottenere l’effetto cercato. Verranno organizzati gruppi guidati. La visita sarà indirizzata ad evidenzare le parti più significative, in modo che l’esperienza visiva possa sostenere la comprensione del meccanismo e dei principi generali che sottostanno al suo funzionamento. Alla mostra si affianca un’esposizione audiovisiva relativa al sistema di costruzioni del Meccano, alla sua storia, alla sua commercializzazione e al suo auspicabile ritorno come giocattolo creativo anche per la giovane generazione del 21 secolo.
Termina l’evento un workshop, della durata di circa 60 minuti, in cui alcuni visitatori potranno cimentarsi nella costruzione di un orologio a pendolo realmente funzionante.