Sacra rappresentazione, mistero, via crucis. Fantasmi, feticci, memorie sepolte (e scolastiche) che all’improvviso sembrano accendersi di nuova vita, come colpite da un fascio di luce cruda e violenta, nel momento in cui si incontrano e si percorrono, sulla scena o nei testi, i drammi di Tarantino. Al tempo stesso, davanti agli occhi della mente si materializzano, e si agitano nel pensiero, le ombre amate di Pasolini e di Testori… Per questa nuova produzione, Valter Malosti ha scelto di riunire in un unico corpus i “quattro atti” (Stabat Mater, Passione secondo Giovanni, Vespro della Beata Vergine, Lustrini).