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Chiude il campo nomadi Casilino 900, prossima chiusura a Tor de Cenci.

 
 
Il 15 febbraio è stato chiuso, dopo oltre 40 anni, il campo nomadi di Casilino 900, il più grande d'Europa. Sabato 20 febbraio dalle ore 12 , una grande festa di addio, voluta dalle comunità rom e sostenuta dal Campidoglio, sancirà l'abbandono definitivo di questo Campo nato tra gli anni '50 e '60 e occupato da nuclei nomadi di diversa provenienza, che nel corso degli anni hanno superato le 600 presenze.

Le operazioni di trasferimento, iniziate il 19 gennaio, sono state precedute da una serie di incontri tra Comune e rappresentanti delle comunità nomadi, culminati con la firma, a fine gennaio 2009, di una dichiarazione di intenti che impegnava i rom e l'Amministrazione capitolina a collaborare in vista del piano di riorganizzazione dei campi nomadi cittadini.
Nello scorso aprile c'è stata la bonifica del campo, operazione durata 22 giorni, grazie alla quale gli operatori dell'AMA hanno raccolto oltre 1.640 tonnellate di rifiuti; tra maggio e giugno c'è stata poi l'installazione di acqua e punti luce all'interno del campo.

Chiusura Casilino 900

Le ultime 40 persone aventi diritto sono state trasferite nel campo autorizzato di Salone.
In tutto sono 618 gli abitanti di Casilino 900 che dal 19 gennaio sono stati ricollocati nei campi attrezzati di Salone, Camping River, Candoni, Gordiani e presso le strutture del Comune di Roma adibite all'accoglienza di madri con bambini. La dislocazione nei vari Campi ha seguito criteri di compatibilità etniche e di rispetto della composizione dei nuclei familiari.

Il Piano nomadi prevede che i prossimi campi cosiddetti "tollerati", quelli abusivi storicizzati, interessati alle operazioni di trasferimento della popolazione, saranno Tor de' Cenci e La Martora.
Seguiranno Baiardo (Municipio XX); Foro Italico (Municipio II); Monachina (Municipio XVIII); Arco di Travertino (Municipio IX); Spellanzon (Municipio V) e Sette Chiese (Municipio XI). Contemporaneamente saranno sgomberati i micro-insediamenti abusivi presenti sul territorio.
Completati gli interventi previsti dal piano, a fronte dei 100 attuali siti nomadi ci saranno esclusivamente 13 villaggi autorizzati.

Chiusura Casilino 900

Gli aventi diritto alla sosta nei  Campi dovranno firmare una dichiarazione di intenti con l'Amministrazione capitolina, con la quale si impegnano ad osservare le regole del Campo, tra le quali l'obbligo della frequenza scolastica per i bambini in età scolare. Dopo la firma del documento, riceveranno il DAST, Documento di Autorizzazione allo Stazionamento Temporaneo, che consente di poter sostare nel Campo assegnato.
Presidi sociali all'interno dei campi promuoveranno l'integrazione e faciliteranno la costruzione dei legami e dei rapporti tra gli abitanti dal campo.

Per agevolare il lavoro da svolgere, il Campidoglio ha assegnato una sede, presso il centro Casa Vittoria al Portuense, al coordinamento Roma rom, che riunisce i rappresentanti dei Campi della Capitale.

L'assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso, ha dichiarato che nei prossimi giorni il Comune, insieme a Prefettura, Croce Rossa e rappresentanti del coordinamento Roma Rom, inizierà il dialogo con i rappresentanti delle comunità nomadi di Tor de Cenci, per superare le tensioni presenti in quel campo e per spiegare le prossime fasi del percorso da intraprendere.
"Siamo consapevoli – osserva l'assessore Belviso - che per ogni cambiamento ci vuole tempo e concertazione fra le parti, ma siamo convinti che, come si è verificato per Casilino 900, anche per Tor de Cenci, attraverso il dialogo e il coinvolgimento delle stesse comunità rom, supereremo le diffidenze e i timori presenti oggi. Ma soprattutto riusciremo a restituire al territorio la legalità e il decoro che merita e a dare dignità' a quelle persone che vogliono condividere con l'Amministrazione un percorso di inclusione e rispetto delle regole".
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