Fondata dal pontefice Simmaco sul sepolcro del martire fu completamente ricostruita sotto il pontificato di Onorio I e restaurata dal Cardinal Ludovico De Torres nel 1609. Un ulteriore restauro avvenne dopo i combattimenti del 1848 per la difesa della Repubblica Romana. Un portale barocco con lo stemma De Torres introduce al viale d'ingresso, segnato da una colonna appartenuta alla basilica paleocristiana. La facciata della chiesa a doppio spiovente conserva parti medioevali, lo stemma di Innocenzo VIII e, ai lati del portale mediano, due colonne della costruzione primitiva. L'interno, a tre navate divise da pilastri rettangolari è coperto da un soffitto ligneo del 1627. Nelle navate laterali decorazione barocca con otto grandi rilievi in stucco (1662-65). Ai lati del presbiterio rialzato è situato il ciborio moderno che riutilizza le colonne in porfido di quello medievale; sono inoltre collocati affreschi attribuiti ad Antonio Tempesta. Le rampe d'accesso, che conducono alla cripta semianulare, costituiscono dopo quella di San Pietro il più antico esempio a Roma di questa tipologia