Collocato in una zona centrale, a due passi da Piazza Navona, piccolo e rustico ma pregno di significati e di storia, il Teatro dell'Orologio, al suo venticinquesimo anno di vita, rappresenta senza dubbio una sede importante per l'attività teatrale e culturale romana.
Nacque in un periodo storico di grande fervore artistico, quando l'assessore culturale di allora, Renato Nicolini, noto architetto, politico e drammaturgo italiano, diede vita nel 1977 all'iniziativa "Estate romana", che prevedeva l'allestimento di grandi eventi cinematografici, teatrali e musicali nel centro storico di Roma. Ottenne un grandissimo successo tanto da diventare un fenomeno di costume, e sicuramente servì per attirare la popolazione nella parte centrale della capitale in risposta all'emarginazione delle periferie.
Nello stesso periodo, Valentino Orfeo - regista e attore italiano - , sulla scia dell'entusiasmo e della foga del momento, si presentò da Nicolini per comunicargli che aveva occupato i sotterranei dell'Oratorio della Chiesa Nuova, insieme al Comitato di Quartiere. Da quel momento prese vita in forma embrionale il Teatro dell'Orologio, che ben si collocava nell'idea di città come luogo vivo e che, grazie alla sua posizione centrale, avrebbe sicuramente agevolato la prolificazione delle iniziative culturali.
Si tratta di uno spazio unico che offre, con le sue quattro sale, una programmazione diversificata: dall'attenzione alla drammaturgia di Moretti alla sperimentazione di Orfeo, passando per la sala Caffè e la sala più piccola per gli esercizi.
Un carattere che si distingue per la sua pluralità, che ha permesso di ospitare diverse forme di spettacolo oltre ai classici ricorrenti nel teatro romano, e grazie al quale il Teatro dell'Orologio ha tenuto duro nel corso degli anni sopravvivendo ad altri numerosi teatri che hanno avuto vita effimera e sono stati trasformati in multisale cinematografiche, come il Teatro in Trastevere, il Triannon e il Teatro degli Artisti.