Una delle caratteristiche della scrittura drammaturgica contemporanea è quella di essere concepita sovente (non sempre) per un esiguo numero di interpreti e per spazi di dimensioni ridotte, da Pinter a Bernhard, da Vinaver a Ruccello a Moscato. Il nostro paese è unico in Europa per la mancanza di un'adeguata architettura teatrale (salvo rarissime eccellenze) che permetta un adeguato dialogo tra i luoghi dell'immaginazione e quelli della realizzazione. Conseguentemente gli artisti (autori, attori, registi) che in questi anni si sono formati sperimentando e contaminando i nuovi linguaggi dei diversi "teatri" non hanno potuto fare a meno di rivolgersi a quelle strutture (teatri e compagnie) che per vocazione hanno risposto e rilanciato a proposito di queste lacune strutturali e culturali. E' nata perciò ovunque, e si è consolidata, la necessità di creare piccoli teatri di grande impegno artistico, capaci di ottemperare a tali esigenze attraverso l'ospitalità e la produzione. Questo fenomeno, manifesto e officina negli ultimi "trent'anni", si è andato sempre più strutturando affermandosi come imprescindibile alimento di una sana e agile "attività d'essai", contribuendo ad avvicinarci a quella Europa che possiede e vive questa realté storicamente in comunione con i diversi luoghi della parola. In questo senso "Teatro Due Roma" continua la sua proposta d'essai con un cartellone dedicato all'impegno civile e alle relazioni con le tematiche letterarie giovanili.